Aspetti tecnici

L’Area Tecnica API Torino è il punto di riferimento per la corretta applicazione delle normative su sicurezza, igiene del lavoro, ambiente e territorio e fornisce consulenza qualificata, assistenza e supporto anche sui temi dell’energia, qualità, normazione e trasporti. Viene fornita un’accurata e approfondita analisi normativa di tutti gli aspetti tecnici inerenti la gestione aziendale.
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ULTIMI AGGIORNAMENTI

20 novembre
Covid-19, prorogate misure di emergenza in Piemonte

Nuova ordinanza valida fino al 3 dicembre 2020, ferma restando la possibilità di una nuova classificazione

Ministro Speranza firma nuova ordinanza: rinnovate misure per Regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta.

Informiamo che con il Comunicato n. 293 del 20 novembre 2020 il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza, in vigore appunto dal 20 novembre, con cui si rinnovano le misure relative alle Regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta.

La nuova ordinanza è valida fino al 3 dicembre 2020, ferma restando la possibilità di nuova classificazione prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020.

17 novembre

Covid-19, test rapidi e programmi di screening

Gli aggiornamenti della Regione Piemonte

 

La Regione Piemonte – nel corso di un recente incontro tenuto lo scorso 05/11/2020 e con successive comunicazioni -, ha ribadito alle Associazioni Datoriali tra cui CONFAPI Piemonte l’attenzione al tema dell’incentivazione di programmi di screening regionali mediante l’utilizzo dei tamponi rapidi. Nella riunione del 05/11/2020 la Regione ha predisposto una presentazione rivolta alle imprese dal titolo “Le imprese e la gestione della pandemia COVID percorsi per la gestione dell’ infezione da covid-19 nelle aziende ruolo del medico competente” (per scaricare il documento clicca QUI).


La Regione Piemonte ha confermato che sta lavorando sulle modalità con cui i medici competenti potranno essere accreditati alla Piattaforma Covid dopo opportuna procedura di registrazione, per poter caricare l’esito dei test rapidi in particolare dei soggetti risultati “positivi”.
 

La Regione ha inoltre condiviso una ulteriore linea guida nell’individuazione dei contatti stretti scaricabile QUI
 

Ulteriori informazioni di aggiornamento fornite dalla Regione riguardano la pubblicazione lo scorso 12/11/20 dell’ultima Delibera della Giunta Regionale in materia D.G.R. 3 – 2190 sullo specifico tema del programma di screening, la recente Nota esplicativa rivolta alle ASL e ai medici di base e competenti sui percorsi per assistiti sintomatici, asintomatici COVID 19 (compreso lo schema di flusso della corretta gestione del “SOGGETTO SINTOMATICO”, da noi già anticipato nella precedente nostra comunicazione del 11 novembre scorso e qui riportato Allegato1) ed infine una ulteriore informativa sulla definizione di contatti stretti.

 

DGR 3 – 2190 del 03/11/2020 – Attivazione di programmi di screening regionali mediante test rapidi per la ricerca dell’antigene SARS-COV-2 su tampone naso-faringeo.
 

Il nuovo testo regionale, nel richiamare le recenti note di settembre e fine ottobre del Ministero della Salute n° 35324 del 30/10/2020 indica che possono essere efficaci i test rapidi se effettuati con le modalità e nei tempi opportuni come efficace screening preliminare. La recente DGR 5 -2124 della Regione Pimonte del 20/10/2020 sempre sul tema test rapidi, fornisce alcune ulteriori precisazioni.
 

I criteri in base ai quali scegliere il tipo di test tra quelli sierologici, quelli molecolari e quelli rapidi sono i seguenti:

  • i tempi di esecuzione del test (alcune ore per i test molecolari, contro i 15-30 minuti di un test antigenico rapido ad esempio);

  • la necessità di personale specializzato e strumentazione dedicata (in laboratorio o piccole strumentazioni portatili da usare ovunque);

  • i costi anche in relazione ad una ripetizione dei test;

  • trasporto dei campioni o l’esecuzione sul campo;

  • l’accettabilità dei test da parte dei soggetti per l’invasività del test;

  • la facilità di raccolta del campione;

  • l’addestramento per raccogliere/processare i campioni;

  • la disponibilità dei reagenti;

  • la stabilità dei campioni.


Nella scelta dei test ottimali in base alle necessità ed ai criteri sopra citati, la Regione sintetizza in un ulteriore schema la corretta procedura ed azione in funzione dei soggetti potenzialmente positivi.

La definizione e realizzazione di programmi di screening volontari, mediante l’utilizzo del test rapido antigenico su tampone rino-faringeo, con oneri è interamente a carico del Sistema Sanitario Regionale.
 

Le ASL, per i programmi di screening da svolgere direttamente o in collaborazione con altre strutture, provvederanno all’acquisto di un numero di tamponi per l’effettuazione del test rapido basato sulla ricerca dell’antigene, pari a 1 ogni 5 abitanti residenti sul territorio.

In sede di prima applicazione dovranno essere realizzati negli ambiti di seguito indicati:

  • presso le RSA;

  • presso gli enti gestori, con particolare riferimento al personale che presta attività di assistenza, o che svolge analoghe attività per conto degli enti gestori;

  • presso le scuole di ogni ordine e grado;

  • a favore del personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale, dell’Esercito, dei Vigili del fuoco e degli Uffici Giudiziari.

Si prevede comunque l’estensione rispetto ad altri ambiti secondo la definizione di uno specifico  protocollo di ricerca, con individuazione delle categorie dei destinatari e dei tempi e delle modalità di esecuzione degli esami, anche secondo la disponibilità dei tamponi di verifica, che potrebbero rendersi necessari, nel rispetto delle disposizioni nazionali e regionali vigenti.

I test rapidi possono essere utilizzati in tutte le tipologie di esecuzione già previste per i test molecolari (inclusi punti prelievo, ospedali, strutture socio sanitarie, ambulatori di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, i drive-in e gli hot-spot scolastici, ecc.) definendo sempre un accesso prioritario per i test diagnostici prescritti ai soggetti sintomatici e ai contatti stretti asintomatici di un caso confermato nonché alle altre categorie definite nella tabella soprariportata.
 

La Regione torna anche sul tema della qualificazione di altri soggetti privati per l’effettuazione del tampone rapido. In particolare si citano le seguenti strutture:

  • strutture autorizzate per l’esercizio di attività sanitarie (compresi ambulatori, poliambulatori, studi Medici di medicina generale, Pediatri libera scelta, Farmacie);

  • strutture socio-sanitarie;

  • parafarmacie;

  • altre comunità, mediante l’utilizzo di personale sanitario con la qualifica di medico od infermiere, o ad altre figure espressamente autorizzate, in possesso di adeguata competenza;

  • presso locali appositamente individuati o a domicilio, assicurando l’adeguata applicazione di misure di prevenzione e controllo della COVID-19 con successiva eventuale valutazione medica sull’interpretazione del risultato.


La delibera sottolinea inoltre l’obbligo da parte di tutti i soggetti privati che effettueranno test rapidi basati sulla ricerca dell’antigene, di inserire i dati sia dei soggetti risultati positivi che di quelli risultati negativi, sulla piattaforma COVID-19 Regione Piemonte.

La Delibera recente riconferma il valore legale dell’esito del tampone in quanto riconosciute dal Sistema Sanitario Regionale, a condizione che le analisi siano effettuate secondo le procedure previste dal recente provvedimento e dalla DGR n. 5-2124 del 20/10/2020, e registrate sulla piattaforma COVID-19. Il valore legale comporta che gli esiti siano validi sia per l’adozione dei provvedimenti restrittivi (quarantene) che per la loro revoca nei casi in cui ai sensi delle circolari nazionali o regionali, non sia prevista la conferma.

In fase di prima istanza per la realizzazione di questo programma di test rapidi la Regione ha stanziato 6 milioni di euro da integrare se necessario con altri fondi nazionali e regionali dedicati a fronteggiare l’emergenza Covid.

11 novembre

Covid-19, il punto sui test rapidi
Le novità da parte della Regione Piemonte

 

Dopo un recente pronunciamento del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità anche la Regione Piemonte ha deliberato sul tema dei test rapidi per la diagnosi del Covid-19 inizialmente con la DGR 5-2124 del 20 ottobre 2020 in parte ripresa della recente nota del 07 Novembre 2020.

Le disposizioni che riguardano l’effettuazione del test molecolare per la ricerca del virus SARS-COV-2 su tampone oro-rino-faringeo, del test rapido per la ricerca dell'antigene del virus SARSCOV-2 su tampone naso-faringeo e dei test sierologici. Le norme regionali non hanno preso allo stato attuale in considerazione i test rapidi di tipo salivare.

I test infatti come indicati nella determina in oggetto rispettivamente sono:
1) a lettura facilitata
2) a lettura manuale

Rispetto a queste tipologie di test sono state ritenute valide e con valore legale anche per l’interruzione della quarantena. La somministrazione deve comunque avvenire per tramite di dottori, infermieri, medici di base e/o medici competenti.

Tale test non può pertanto essere considerato “autosomministrato” dal personale aziendale o dal datore di lavoro ma necessita come minimo il coinvolgimento del medico competente.

API Torino sta definendo una formale convenzione con alcuni centri medici per l’effettuazione dei test rapidi, dei test sierologici e dei tradizionali tamponi molecolari.


Il valore legale ai fini dell’interruzione della quarantena è sicuramente molto utile per le imprese che, come indicato negli schemi di flusso forniti inizialmente dalla Protezione Civile e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Regione Piemonte, possono anticipare il rientro in azienda dei propri lavoratori.

Sul sito della Regione Piemonte infatti lo scorso 7 Novembre è stato aggiornato il corretto flusso e comportamento da seguire sia per i positivi sintomatici sia per i contatti stretti in particolare di soggetti definiti come “fragili”.

La Direzione Sanità e il Dipartimento delle Malattie e emergenze infettive della Regione Piemonte hanno inviato alle aziende sanitarie, ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta una nota che aggiorna e rinforza le indicazioni per l’utilizzo dei test antigenici e molecolari nell’assistenza ai pazienti Covid-19 sintomatici e asintomatici. In particolare ai medici di base e pediatrici si segnala di:
- assicurare i test diagnostici antigenici o molecolari ai soggetti sintomatici;
- garantire i test diagnostici molecolari ai contatti stretti di soggetto positivo conviventi con soggetti fragili;
- assicurare i test diagnostici per la revoca dei provvedimenti di isolamento con percorsi privilegiati per gli operatori sanitari, i soggetti che svolgono funzioni di pubblica utilità e attività lavorative non soggette a sospensione o smart-working.

Viene ripreso anche il caso dei soggetti asintomatici che vengono messi in quarantena (attuale 14 giorni) senza l’esecuzione di tampone.

Il soggetto asintomatico contatto stretto di caso confermato che frequenta o convive con soggetti fragili necessita di un tampone molecolare di ingresso in quarantena, che se negativo vedrà la quarantena terminare nei tempi previsti, se positivo farà passare in isolamento contumaciale con separazione al fine di preservare i soggetti fragili.

Previsti inoltre diversi automatismi come riassunto nello schema cliccando
QUI.

a) l’esito NEGATIVO dei tamponi (molecolari o antigenici) viene comunicato anche tramite sms;
b) l’esito NEGATIVO dei tamponi (molecolari o antigenici) viene comunicato anche tramite sms con un messaggio di cessazione dell’isolamento e dei provvedimenti contumaciali;
c) l’inserimento della richiesta di tampone su soggetti sospetti o compatibili Covid genera automaticamente la misura di isolamento fiduciario, che viene comunicata anche tramite sms;
d) l’inserimento dei contatti stretti genera automaticamente la misura di quarantena, che viene comunicata anche tramite sms;
e) l’inserimento da parte dei laboratori o dei medici degli esiti positivi comporta in automatico il provvedimento contumaciale emesso dalla piattaforma CSI con acquisizione del numero di protocollo utile anche ai fini Inps;
f) se il tampone di cui al punto c dà esito negativo, vengono automaticamente revocati l’isolamento fiduciario del soggetto sospetto o compatibile Covid e la quarantena dei contatti stretti.

 

5 novembre

COVID-19, cosa dice il DPCM 3 novembre 2020
Cosa si può fare e cosa no. Interpretazioni e chiarimenti applicativi

 

Il Dpcm firmato nella tarda serata del 3 novembre 2020 (di cui sono già state fornite alcune anticipazioni il 4 novembre 2020), ha introdotto una serie di misure per il contenimento della pandemia Covid-19 che di fatto reintroducono restrizioni importanti. 

Ecco qui di seguito una sintesi di quanto può interessare le imprese.

Il nuovo Dpcm è valido dal 6 novembre 2020 e fino al 3 dicembre 2020.

CHI PUÒ CONTINUARE A LAVORARE

E’ confermata la possibilità di mantenere aperte tutte le attività industriali e quelle commerciali ritenute essenziali, fatto salvo il rispetto dei contenuti del Protocollo di sicurezza anti-contagio del 24 aprile 2020.
Qui di seguito alcuni ulteriori chiarimenti riguardanti i contenuti del Dpcm nazionale in relazione a particolari situazioni e problematiche.

 

ATTIVITA' CONSENTITE

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio sono tutte sospese, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali.

Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell’allegato 24.


SPOSTAMENTI
Continuano ad essere consentiti gli spostamenti tra comuni all’interno della singola regione e regioni differenti, anche se caratterizzate da diverse classi di rischio (colorazione gialla, arancione o rossa), se caratterizzati da comprovate esigenze lavorative, pertanto rimangono valide le trasferte di lavoro sia in ambito nazionale e parzialmente in ambito internazionale (secondo le previsioni dell'allegato 20 del DPCM), fermo restando l'obbligo di autocertificazione al rientro per quelle di durata inferiori alle 120 ore e l'obbligo di isolamento fiduciario al rientro nel territorio nazionale per quelle di durata superiore alle 120 ore. Si sottolinea la necessità di dotarsi di specifica autocertificazione, come da modello scaricabile QUI, per confermare durante gli spostamenti le motivazioni di comprovate esigenze lavorative anche nelle ore antecedenti il cosiddetto “coprifuoco” dalle 22.00 alle 05.00.

CLASSIFICAZIONE ZONE A RISCHIO (Aree Gialle, Arancioni e Rosse)
Parallelamente alla pubblicazione su GU del Dpcm 03 novembre 2020 il Ministro della Salute con specifica ordinanza ha inserito nelle diverse aree con differente profilo di rischio e conseguenti divieti. Questa classificazione avrà valore a partire da venerdì 6 novembre per almeno 15 giorni e al massimo per la vigenza del recente Dpcm che sarà efficace fino al prossimo 3 dicembre 2020. In queste ore si sta discutendo sulla possibilità che all’interno della stessa Regione classificata con un profilo di rischio ci possano essere altri “territori” (comuni, province) con diverso profilo di rischio a fronte di un dato statistico di rischio differente. 

Recepimento locale dei divieti
A differenza di previgenti Dpcm, nel caso specifico tutti le limitazioni, divieti e prescrizioni sono immediatamente vigenti ed operative a livello locale regionale senza recepimento con deliberazioni locali e senza che il territorio ne possa limitare la portata a partire dal 6 novembre fino al 3 dicembre 2020.


ZTL e parcheggi a pagamento a Torino
Da giovedì 5 novembre a sabato 21 novembre 2020 (compreso) è sospeso il pagamento della sosta nelle aree a raso delimitate dalle strisce blu. 
Dal provvedimento, disposto a seguito delle recenti misure assunte dal Governo in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, sono esclusi i parcheggi automatizzati (a barriera) e quelli in struttura.
Fino a martedì 24 novembre sarà inoltre possibile accedere liberamente alla ZTL centrale. La sospensione delle limitazioni, decisa lo scorso 26 ottobre, non riguarda le aree destinate al trasporto pubblico, quelle pedonali, del Valentino e dell'Area Romana.


Revisione mezzi di trasporto ed esami patente
Il Dpcm del 03 novembre non ha sospeso gli esami per l’ottenimento della patente di guida tantomeno le attività di revisione dei mezzi trasporto.

26 ottobre

Covid-19, il DPCM 24 Ottobre 2020

Sospese le fiere, fortemente raccomandato lo smart working
 

Nella giornata di domenica 25 ottobre, sono state definite ulteriori nuove misure volte al contrasto della diffusione del COVID-19 sul territorio nazionale.

FIERE E CONGRESSI

Con il DPCM del 24 ottobre il Governo ha stabilito che, per quanto di interesse alle aziende associate, sono state sospese le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale e continuano ad essere sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

 

SMART WORKING

È fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati, ai sensi dell’articolo 90 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché di quanto previsto dai protocolli di cui agli allegati 12 e 13 al presente decreto.

Le disposizioni del presente Decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

Non hanno subito variazioni le disposizioni riguardanti le trasferte di lavoro all’estero e i contenuti dei protocolli di sicurezza anti-contagio adottati fino ad oggi dalle imprese.

19 ottobre

Covid-19, il DPCM 18 Ottobre 2020

Vincoli più serrati per fiere e congressi oltre che per la formazione e l'autotrasporto

 

Nella giornata di domenica 18 ottobre sono state definite ulteriori misure volte al contrasto della diffusione del COVID 19 sul territorio nazionale. Ecco qui di seguito gli aspetti che possono interessare più da vicino le imprese manifatturiere e dei servizi.

 

FIERE E CONGRESSI

Con il DPCM del 18 ottobre il Governo ha stabilito che, per quanto di interesse alle aziende associate, restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale previa l’adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, sono state invece vietate le sagre e le fiere di comunità, sono altresì sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

 

FORMAZIONE / AUTOTRASPORTO

Sono consentiti i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di formazione, nonché i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In presenza di un particolare aggravamento della situazione epidemiologica e al fine di contenere la diffusione dell’infezione da Covid-19, sentito il Presidente della Regione o delle Regioni interessate, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti è disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida di cui all’articolo 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

 

Sono state inoltre confermate le indicazioni relative ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza che possono essere erogati in presenza, fatto salvo il rispetto delle indicazioni di cui al Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-Cov-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione.

 

Le disposizioni del decreto firmato il 18 ottobre si applicano dalla data del 19 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 13 novembre 2020. 

13 ottobre

Emergenza Covid-19, cosa dice il nuovo Dpcm

Definite le regole per i prossimi 30 giorni

  

È stato siglato nella notte tra lunedì e martedì l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che definisce le nuove misure riguardanti la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Seppur ancora in fase di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale, il testo contiene chiaramente gli ambiti di intervento già anticipati in una precedente nota inviata dall’Associazione.

 

Paesi esteri

Confermate le regole contenute nel precedente dpcm riguardanti, in particolare, i trasferimenti all’estero. Continuano a valere le regole per le quali le trasferte di lavoro sono consentite senza particolari restrizioni per quelle di durata inferiore a 120 ore.

 

Obbligo mascherine

Confermato l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Si ampliano anche le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli.

Pertanto, dal 9 ottobre scorso, data di entrata in vigore del decreto-legge, i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati:

·       nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato,

·       più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private,

·       tutti i luoghi all’aperto.

Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

Ulteriore conferma riguarda la valenza e l’applicazione dei protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. 

 

Unico elemento di novità riguarda il rimando alle Regioni la definizione di regole più restrittive da definire sulla base dell’andamento della situazione epidemiologia del proprio territorio. Potrebbero pertanto essere emanate ulteriori regole nelle prossime settimane.

13 ottobre

Emergenza Covid-19

Aggiornate le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive

 

Sono state aggiornate nel corso della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dell’8 ottobre 2020 le Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”, e in particolare le schede relative a formazione professionale e noleggio veicoli e altre attrezzature.
 

Le schede tecniche contengono indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, e sono finalizzate a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.
 

In particolare, in ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing.

Le indicazioni in esse contenute si pongono inoltre in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.

In tale contesto, il sistema aziendale della prevenzione consolidatosi nel tempo secondo l'architettura prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 costituisce la cornice naturale per supportare la gestione integrata del rischio connesso all'attuale pandemia. In ogni caso, solo la partecipazione consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà risultare determinante, non solo per lo specifico contesto aziendale, ma anche per la collettività.

Infine, è opportuno che le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto locale e le procedure/istruzioni operative per mettere in atto dette misure. Tali procedure/istruzioni operative possono coincidere con procedure/istruzioni operative già adottate, purché opportunamente integrate, così come possono costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Resta inteso che in base all'evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo.

 

Le schede attualmente pubblicate potranno essere integrate con le schede relative a ulteriori settori di attività.

8 ottobre

Emergenza Covid-19, le ultime decisioni del Governo

Pubblicato il Decreto legge 7 ottobre 2020.

 

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 248 di mercoledì 7 ottobre 2020 un nuovo decreto-legge che introduce ulteriori misure riguardanti la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ecco i punti più importanti del provvedimento.

 

Proroga stato di emergenza

Il testo proroga, al 31 gennaio 2021, la condizione dello stato di emergenza nazionale e le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il Governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2.

 

Paesi esteri

Con il decreto legge, è stata inoltre prorogata fino al 15 ottobre 2020 la vigenza delle regole contenute nel dpcm del 7 settembre 2020 riguardante, in particolare, i trasferimenti all’estero.

 

Obbligo mascherine

Elemento di novità è sicuramente l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Si ampliano anche le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli.
 

Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza.

22 settembre

Ordinanza 21 settembre 2020 - Trasferimenti da e per la Francia

Le nuove indicazioni, cambiano le regole per gli ingressi

 

A partire dal 22 settembre 2020, e fino all’emanazione di un nuovo DPCM, comunque non oltre il 7 ottobre 2020, è modificata la disciplina degli ingressi in Italia da alcune regioni della Francia; è invece stata allentata la regolamentazione per Serbia e Bulgaria (G. U. n. 234 del 21 settembre 2020, Ordinanza del Ministro della Salute 21 settembre 2020).

 

L’Ordinanza ha esteso gli obblighi già previsti dall’Ordinanza del 12 agosto 2020 anche alle persone in ingresso in Italia (ad eccezione di transiti o soggiorni per motivi di lavoro di durata inferiore a 120 ore) che, nei 14 giorni precedenti, abbiano soggiornato o transitato nelle seguenti Regioni francesi, Alvernia-Rodano-Alpi; Corsica; Hauts-de-France; Île-de-France; Nuova Aquitania; Occitania; Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

 

Tali obblighi sono:

  • attestare di essersi sottoposte nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia a test molecolare o antigenico, a mezzo di tampone risultato negativo, oppure, in alternativa, di sottoporsi a tale test nella ASL competente entro 48 ore dall’ingresso, rimanendo nel frattempo in isolamento;

  • di comunicare il proprio ingresso al dipartimento prevenzione della ASL territorialmente competente.

 

Per le restanti regioni francesi, esclusi i territori extra-europei, è confermata la libertà di circolazione senza motivazione e senza obbligo di isolamento fiduciario, fermo restando l’obbligo di autocertificazione per l’ingresso in Italia di cui all’articolo 5 del DPCM 7 agosto 2020.

8 settembre

Emergenza Covid-19, le novità circa i trasferimenti da e per l’estero

DPCM 7 settembre 2020, in vigore dal 7 al 30 settembre

 

Il nuovo DPCM conferma l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da alcuni Paesi a rischio e il divieto di ingresso in Italia da altri.

 

Lunedì 7 settembre è entrato in vigore un nuovo Dpcm relativo alle misure da adottare per fare fronte a Covid-19. Questo provvedimento, sempre finalizzato a limitare il contagio da coronavirus, sarà valido fino al 30 settembre. Nel provvedimento rimane l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da alcuni Paesi a rischio e il divieto di ingresso in Italia da altri.


Continua il divieto di ingresso in Italia per chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia. Confermato l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da 4 Paesi: Croazia, Grecia, Malta, Spagna.

 

Il nuovo provvedimento del governo, quindi, conferma la validità dell’ordinanza firmata il 12 agosto dal Ministro della Salute Roberto Speranza per controllare chi torna dall’estero.

 

Le regole per i viaggi, come spiegano le disposizioni del governo, sono diverse a seconda dello Stato di provenienza o destinazione e delle motivazioni degli spostamenti. Sono previsti sei elenchi di Paesi.


Nell’elenco A ci sono la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano peri quali non è prevista nessuna limitazione; nell’elenco B ci sono i Paesi Ue (compresi Croazia, Grecia, Malta, Spagna; Romania e Bulgaria per i quali però vigono le indicazioni dell’ordinanza firmata il 12 agosto dal Ministro della Salute), i Paesi Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra e Principato di Monaco: gli spostamenti da e per questi territori sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per lo svolgimento di attività lavorative, e senza obbligo di isolamento al rientro. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione al rientro in Italia.


Regole diverse per Croazia, Grecia, Malta, Spagna: chi entra/rientra in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti) ad eccezione di transiti o soggiorni per motivi di lavoro di durata inferiore a 120 ore deve presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Oppure deve sottoporsi al test all’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine entro 48 ore dall'ingresso in Italia. Nell’attesa deve stare a casa in isolamento fiduciario.


L’elenco E comprende gli spostamenti da e per Paesi extra Ue, quindi il resto del mondo e sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: esigenze lavorative, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.

 

Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/Ue/Schengen e loro familiari, ai titolari di permesso di soggiorno e loro familiari. Al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un'autodichiarazione con la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione solo con mezzo privato.

Per tutti i Paesi, comunque, il governo raccomanda di consultare la Scheda di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle autorità locali.

 

Rispetto alle regole appena descritte per i vari Paesi sono previste alcune eccezioni, ad esempio, ad alcune condizioni, per chi fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza; oppure per chi transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore.

Ovviamente, non è permesso l'ingresso in Italia, per i casi positivi, per chi presenta sintomi legati al Covid-19 (o li ha presentati negli 8 giorni precedenti al viaggio), per chi ha avuto contatti stretti con un positivo nei 14 giorni precedenti.

31 luglio

Crediti di imposta – Adeguamento locali, sanificazione, DPI e gestione del rischio COVID

 

Come già riportato nella Newsletter Api Torino del 14/07/2020, con oggetto “Comunicazione delle spese ammissibili al credito di imposta al 60%”, si sottolineano alcuni aspetti di natura tecnica relativi alla documentazione e requisiti necessari per poter godere dell’agevolazione.

 

Con gli articoli 120 e 125 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), sono stati introdotti, rispettivamente, i seguenti crediti d’imposta:

 

  • per gli interventi e gli investimenti necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19;

  • per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

 

Adeguamento ambienti di lavoro

L’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 20/E ha chiarito che possono beneficiare del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

 

L’ammontare del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro corrisponde al 60 % delle spese ammissibili sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 Euro.

 

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile in due modalità alternative:

 

  1. esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24);

  2. entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

 

La Comunicazione delle spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro può essere inviata dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021.

 

Il modello per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta dovrà essere inviato esclusivamente con l’apposito servizio web presente nell’area riservata del sito internet o tramite i canali telematici dell’Agenzia, e riceverà risposta entro cinque giorni.

 

Sanificazione e DPI

L’ ’articolo 125 del DL Rilancio ha previsto l’assegnazione di un credito d’imposta pari al 60 per cento delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi utili a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti quali, a titolo esemplificativo:

  • mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3,

  • guanti,

  • visiere di protezione, occhiali protettivi,

  • tute di protezione, calzari

  • termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, comprese le relative eventuali spese di installazione.

 

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 10 luglio 2020 prevede un credito d’imposta pari al 60% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 60.000 Euro, introdotto dal decreto Rilancio.

 

Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione è utilizzabile successivamente al sostenimento delle spese agevolabili nelle seguenti modalità:

 

  • in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24);

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;

  • entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

 

La comunicazione delle spese per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione potrà essere inviata, invece, dal 20 luglio al 7 settembre 2020.

 

Aspetti tecnici

La circolare 20/E dell’Agenzia delle entrate riportante le modalità operative di richiesta del credito d’imposta stabilisce, in merito a sanificazione e DPI, alcuni aspetti tecnici da tenere in considerazione.

 

Nello specifico relativamente all’attività di sanificazione considerato che la norma non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto” (e, quindi, a modalità di approvvigionamento del bene o del servizio da economie terze), essa, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna.

 

Se l’attività di sanificazione è stata svolta da ditta esterna, bisogna controllare che la stessa sia autorizzata ad effettuare la specifica attività (verifica su visura camerale dell’autorizzazione ai sensi del D.M. 274/97) conservando i certificati di avvenuta sanificazione rilasciati, con l’indicazione della data dell’attività, dei locali oggetto di sanificazione e dei prodotti utilizzati.

Se l’attività è stata svolta dal proprio personale dipendente, l’ammontare della spesa agevolabile può essere determinata moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima. Risulta pertanto necessario istituire un registro/foglio ore da cui si possa ricavare chi ha effettuato l’attività e la durata della stessa.

 

Relativamente invece ai DPI e agli altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori (mascherine chirurgiche e semimaschere FFP2 e FFP3), la circolare prevede che le spese siano considerate ammissibili ai fini del credito d’imposta solo in presenza di documentazione che attesti la conformità degli stessi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea.

 

Si consiglia pertanto di conservare tutta la documentazione fornita dal fornitore (foglietti illustrativi, certificati di conformità, rapporti tecnici, documentazione fotografica), ai fini di eventuali controlli. Riteniamo inoltre che, nonostante la circolare non faccia esplicito riferimento, si possa fare richiesta di credito d’imposta anche per le mascherine chirurgiche e i DPI validati in deroga, rispettivamente dall’ISS e dall’INAIL.

14 luglio

Sicurezza sul lavoro

Formazione sicurezza ai tempi del Covid-19

 

E’ stata autorizzata la formazione professionale in presenza in modo più esteso, nel rispetto delle linee guida previste a livello nazionale.
 

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni in materia di formazione sulla sicurezza sul lavoro durante l’emergenza da Covid-19, informiamo che la Regione Piemonte il 29 giugno 2020 con il Decreto n. 72 “Ulteriori disposizioni attuative per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Parziale revoca ed integrazione del D.P.G.R. n. 68 del 13 giugno 2020” ha definito che dal 30 giugno 2020, è consentito ai soggetti pubblici e privati svolgere le attività di formazione professionale nel rigoroso rispetto di quanto previsto dalla scheda tecnica “Formazione professionale” contenuta nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” allegate sub 1 al Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 68 del 13 giugno 2020.

 

Pertanto, nel rispetto delle linee guida citate previste a livello nazionale, viene autorizzata la formazione in presenza in modo più esteso, non solo nel caso dei laboratori o delle altre attività non eseguibili in smart working. Tutte le attività di formazione (compresa la formazione teorica in aula), possono essere svolte in presenza, anche in gruppo, in conformità alle relative Linee guida.

23 giugno

Covid-19, costituito il Comitato Territoriale API-CGIL, CISL, UIL

Ha il compito di aiutare le aziende nelle operazioni di prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro nella fase emergenziale.

 

E’ stato costituito il Comitato Territoriale API Torino -CGIL, CISL, UIL in materia di Covid-19. Il Comitato ha il compito di agevolare gli interventi in favore delle imprese e dei lavoratori in tema di sicurezza e prevenzione, monitorando le modalità con cui le imprese hanno gestito la fase di ripartenza delle attività con presenza di rischio COVID.

 

Questo organismo recepisce quindi il contenuto del Protocollo del 24 aprile 2020, di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro come richiamato nel DPCM del 26 aprile 2020.

 

Il Protocollo al punto 13, secondo comma prevede infatti la possibilità di costituire un Comitato Territoriale che possa intervenire, quando, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non è possibile creare Comitati Aziendali adibiti alle operazioni e agli interventi di prevenzione ed in particolare non è presente la figura del RLS interno all’azienda.

 

In particolare, il Comitato Territoriale costituito da API Torino e da CGIL, CISL, UIL oltre che dal proprio Organismo Paritetico Provinciale di Confapi (OPPC), ha tre compiti:

  • supportare le aziende ed i lavoratori, dove non sia stato costituito il Comitato Aziendale, per una corretta interpretazione e applicazione delle linee guida nazionali alla luce delle quali elaborare i propri protocolli secondo le peculiarità della propria organizzazione;

  • divulgare le buone prassi con programmi di informazione e formazione dei lavoratori circa le misure previste dal Protocollo nazionale;

  • coinvolgere, stimolare e dialogare, qualora necessario, con i soggetti Istituzionali e le autorità sanitarie locali per creare sinergie volte a potenziare le misure di supporto necessarie a lavoratori ed alle aziende volte ad affrontare la fase di riapertura delle attività per un graduale raggiungimento della piena operatività.

 

Per maggiori informazioni e per interventi, è possibile contattare la segreteria del Comitato Territoriale presso API Torino ai numeri telefonici 011-4513262 oppure scrivendo alla mail oppc@apito.it.

29 aprile

PRIME INDICAZIONI GENERALI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI IN EMERGENZA COVID-19


PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI
Il Decreto Cura Italia è legge dello Stato: la Camera, infatti, nella seduta di venerdì 24 aprile 2020 ha approvato, in via definitiva, il decreto recante "misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19", cosiddetto Cura Italia, appunto.
La legge entrerà in vigore alla pubblicazione in Gazzetta.
Relativamente alla tematica rifiuti è stato inserito in sede di conversione in legge l'articolo 113-bis che consente il deposito temporaneo dei rifiuti fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a 18 mesi, fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi.

 

La Regione Piemonte ha inoltre emesso una nota, in riferimento alla particolare situazione emergenziale che si sta attraversando e facendo seguito alle indicazioni contenute nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità COVID-19 n. 3/2020 in cui si precisa che anche i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all’interno di attività economiche produttive, per la tutela da COVID-19, quali mascherine e guanti, devono essere assimilati agli urbani ed in particolare devono essere conferiti nel rifiuto indifferenziato al fine della raccolta da parte del soggetto gestore del servizio rifiuti.


IMPIANTI DI GESTIONE RIFIUTI
A causa della complessa situazione emergenziale connessa al COVID-19 e in seguito all'espressione sul delicato tema della corretta gestione dei rifiuti (dal servizio di raccolta al trattamento e allo smaltimento finale) da parte sia di ISPRA (con il documento di supporto alla gestione delle emergenze recante “prime indicazioni per la gestione dei rifiuti) che del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare (con la circolare ministeriale  recante “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell'emergenza COVID-19- Indicazioni), la Regione Piemonte, accogliendo le richieste dei succitati Enti, si è espressa a mezzo del D.P.G.R. 15 Aprile 2020, n. 44, per il ricorso temporaneo a particolari forme di gestione dei rifiuti per garantire la continuità delle attività ed operazioni connesse alla raccolta differenziata dei rifiuti, al fine di scongiurare interruzioni di servizio dovute alla situazione emergenziale Covid-19

Di seguito si riportano le principali attività introdotte dal Decreto.
 

  1. Gli impianti di gestione dei rifiuti, autorizzati ai sensi dell’articolo 208 del decreto legislativo 152/2006  (Autorizzazione in via ordinaria), relativamente alle operazioni di messa in riserva (R13) e/o deposito preliminare (D15) - anche propedeutiche al successivo recupero/trattamento - qualora tecnicamente possibile e garantendo il rispetto delle norme di buona tecnica, anche al fine di scongiurare pericoli di incendio, possono aumentare fino a un tempo massimo di 6 mesi i limiti temporali previsti in autorizzazione e aumentare la capacità annua di stoccaggio e la capacità istantanea di stoccaggio nel limite massimo del:

    20% rispetto ai quantitativi previsti in autorizzazione anche in deroga (per i quantitativi aggiuntivi) all'adeguamento delle garanzie finanziarie a favore delle Province/Città Metropolitana di Torino,

    oppure


    50% rispetto ai quantitativi previsti in autorizzazione provvedendo ad adeguare le garanzie finanziarie (per i quantitativi aggiuntivi superiori al 20%) a favore delle Province/Città Metropolitana di Torino entro 45 giorni dalla presentazione della Comunicazione.
     

  2. Il Decreto stabilisce inoltre di applicare le stesse disposizioni in relazione agli aumenti delle capacità di messa in riserva (R13) anche per gli impianti che operano ai sensi degli artt. 214 e 216 del decreto legislativo 152/2006 (Autorizzazioni in via semplificata) ferme restando le “quantità massime” fissate dal decreto ministeriale 5 febbraio 1998 (allegato IV) In deroga alle disposizioni del decreto del ministro dell'ambiente 350/1998; per i quantitativi aggiuntivi non sono previsti eventuali conguagli al diritto di iscrizione annuale.
     

  3. I suddetti impianti (autorizzati ai sensi degli artt. 208, 214 e 216 del D.Lgs. 152/06), nel rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, possono derogare a quanto previsto dalla normativa sul deposito temporaneo e in particolare:
    i rifiuti gestiti in deposito temporaneo possono essere avviati ad operazioni di recupero o smaltimento con frequenza semestrale, invece che trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
    - devono essere inviati ad operazione di recupero e smaltimento i quantitativi di rifiuti in deposito temporaneo che raggiungano i 60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi, invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi:
    In ogni caso, il deposito temporaneo non può avere durata superiore 18 mesi
     

  4. Al fine di stoccare provvisoriamente i materiali derivanti dalle attività di recupero, che momentaneamente non trovano collocazione presso il mercato, sono sospesi i termini per l’avvio all’utilizzo dei predetti materiali.
     

  5. Al fine di garantire la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti, i gestori delle discariche per rifiuti non pericolosi possono ricevere, su motivata istanza da parte dei suddetti impianti, e per il solo periodo di validità della presente ordinanza, i rifiuti derivanti dal trattamento delle frazioni di rifiuti raccolte in maniera differenziata, provenienti esclusivamente e direttamente dagli impianti di selezione e recupero localizzati sul territorio regionale, anche qualora i relativi codici EER non siano presenti tra quelli contenuti in autorizzazione (purché non siano rifiuti pericolosi); ciò per consentire l’ingresso in discarica dei rifiuti derivanti dal trattamento che non trovano più collocazione presso le originarie destinazioni.

 

Le misure sopra indicate sono subordinate al rispetto delle seguenti condizioni: 
 

  • la garanzia di spazi adeguati di stoccaggio in relazione all’aumento previsto dei volumi di rifiuti in deposito per scongiurare anche pericoli di incendi;

  • l’adeguamento alle Linee Guida per la prevenzione del rischio incendio nonché il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi e delle disposizioni in materia di elaborazione dei Piani di emergenza;

  • che le modalità di gestione interna di tali aree e i maggiori quantitativi stoccati siano compatibili con i presidi antincendio adottati; a fronte di maggiori quantitativi dovrà essere effettuata una valutazione del rischio incendio onde verificare che le variazioni apportante non comportino un aggravio del rischio stesso;

  • adeguati sistemi di raccolta e trattamento degli eventuali ed ulteriori eluati prodotti dai materiali stoccati in relazione alle caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti;

  • la presenza di sistemi di copertura, anche mobili, necessari per limitare gli effetti di agenti atmosferici e le emissioni odorigene laddove necessario per la natura putrescibile dei rifiuti;

  • l’esistenza di idonei sistemi di confinamento e contenimento atti a segregare il maggior quantitativo di rifiuti stoccati rispetto al quantitativo ordinario;

  • che l’utilizzo di aree all’aperto, qualora esterne al perimetro approvato ai sensi del regolamento regionale 20 febbraio 2006, n. 1/R, sia gestito secondo i principi del regolamento stesso.

 

COMUNICAZIONI

Relativamente ai punti 1, 2 e 5 la comunicazione deve essere inviata alla Regione Piemonte tramite PEC all’indirizzo mail “territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it", citando nell’oggetto “Ordinanza regionale stoccaggi rifiuti” e inoltre a

  • Prefettura

  • Provincia/Città Metropolitana

  • ASL di competenza

  • Comuni interessati

  • Dipartimento territorialmente competente di ARPA Piemonte

  • Direzione regionale VV.F. Piemonte; 

 

La comunicazione deve essere accompagnata da una relazione a firma di un tecnico abilitato o del Direttore Tecnico dell'impianto, che attesti, oltre al rispetto di quanto indicato nell’autorizzazione in essere, i quantitativi di rifiuti oggetto della richiesta di aumento (con l'indicazione anche dei codici EER e, per gli impianti in procedura semplificata, delle tipologie dei rifiuti), e il rispetto delle condizioni elencate sopra

Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione gli enti in indirizzo possano disporre e comunicare agli impianti eventuali prescrizioni adeguatamente motivate, che devono essere trasmesse contestualmente alla Regione, all’indirizzo PEC sopra indicato, nonché alle altre autorità competenti citate nel presente atto.
 

Relativamente ai punti 3 e 4 la comunicazione deve essere inviata alla Regione Piemonte tramite PEC alla mail territorioambiente@cert.regione.piemonte.it“, citando nell’oggetto “Ordinanza regionale stoccaggi rifiuti e inoltre a

  • Provincia/Città Metropolitana

  • ASL di competenza

  • Comuni interessati

  • Dipartimento territorialmente competente di ARPA Piemonte

  • Direzione regionale VV.F. Piemonte.


Le comunicazioni devono dare evidenza delle tipologie di rifiuti/ materiali derivanti dalle attività di recupero e dei quantitativi interessati. 


Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione gli enti in indirizzo possano disporre e comunicare agli impianti eventuali prescrizioni adeguatamente motivate, che devono essere trasmesse contestualmente alla Regione, all’indirizzo PEC sopra indicato, nonché alle altre autorità competenti citate nel presente atto.
 

28 aprile

Ultime disposizioni per le imprese edili/impiantistiche

Il DPCM del 26 Aprile 2020 prevede l’apertura di tutto il settore edile per Lunedì 4 maggio 2020.

 

In attesa che vengano aggiornate (contiamo entro fine mese) anche le linee guida per il contenimento del contagio sui cantieri edili (attualmente sono in vigore quelle sottoscritte da tutte le parti sociali il 24 marzo scorso.), sono già disponibili le Linee guida per Anas e Rfi, sottoscritte dalle Parti Sociali tra cui anche ANIEM, condivise con il MIT come già nel mese scorso.

 

È immaginabile che, come già l’altra volta, i due documenti tenderanno ad essere molto simili e, pertanto, quelle del MIT rappresentano, per tutto il settore, un primo punto di riferimento necessario alla riapertura dei cantieri: è quindi doveroso attrezzarsi con cura.

 

API Torino e il Collegio Edile API Torino sono a disposizione delle imprese del settore edile anche per eventuali interventi di formazione del personale e assistenza nella predisposizione dei documenti da inviare in Prefettura e di quelli che dimostrino il recepimento aziendale del Protocollo Edilizia.

 

Nell’attesa vi ricordiamo che in questa settimana restano in vigore le disposizioni già in essere e quindi:

  • le imprese che possiedono il Codice Ateco 42 possono operare sulle infrastrutture dei nostri territori (a parte il 42.99.01 e il 42.99.09);

  • possono operare anche le aziende con il codice Ateco il 43.2 (installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione);

  • restano invece SOSPESE le attività delle aziende con il Codice Ateco 41, che operano nell’edilizia.

 

Anche per le aziende sospese restano valide le disposizioni di cui all’Art. 2 punto 12 del DPCM del 10/4, che prevede “… è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merce giacente in magazzino, nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture”.

 

La comunicazione al Prefetto, dalle prime interpretazioni, sarà necessaria solo più per le attività che ancora non potranno aprire il prossimo 4 maggio; mentre per tutte le altre attività nell’ambito di attività propedeutiche potranno entrare in azienda senza necessità di comunicazione alla Prefettura.

 

Segnaliamo inoltre che da lunedì 27 possono riaprire, previa comunicazione alle Prefetture competenti, le imprese ritenute strategiche che, sulla base di quanto comunicato dai Ministeri Sviluppo Economico, Salute, Infrastrutture e Trasporti a quello dell’Interno, comprendono anche i cantieri dell’edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria oltre che per arginare il dissesto idrogeologico.

 

Nel caso l’azienda ritenga  di accedere a questa disposizione, anche per approntare l’effettiva apertura dei cantieri per la settimana prossima, sarà possibile rivolgersi ai tecnici ed ai funzionari di API Torino e del Collegio Edile Aniem API Torino.

 

L’interpretazione data dagli organi di governo alla "rilevanza strategica per l'economia nazionale", porta a fare riferimento a quelle imprese che svolgono attività la cui prolungata sospensione rischia di determinare riflessi negativi sull'intera economia nazionale la perdita di quote di mercato.

 

I tecnici e i funzionari di API Torino e del Collegio Edile Aniem API Torino, sono a completa disposizione delle imprese del settore per ogni chiarimento in proposito (è possibile scrivere a sertec@apito.it oppure collegioedile@apito.it oppure telefonare a 011.4513262).

 
 
 
API Torino
Via Pianezza 123, 10151 Torino

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